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La “Camera delle meraviglie”

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Presentata al Cluster Bio Mediterraneo venerdì 23 ottobre da Grazia Patellaro, Daniele Messina e dal restauratore Franco Fazio, la “Stanza dei decori arabi”, conosciuta meglio come la “Camera delle meraviglie” sembra uscita da una favola del mondo arabo.

Situata in via Porta di Castro, nel centro storico di Palermo, è stata scoperta casualmente grazie a delle infiltrazioni che hanno rovinato la parete dopo un temporale. I proprietari della casa Giuseppe Cadili e Valeria Giarrusso chiamarono un imbianchino per riparare il danno che, per fortuna, notò sotto i cinque strati di intonaco e colore delle decorazioni. A questa scoperta seguirono immediatamente dei lavori di restauro a cura di Franco Fazio. Ciò che si scoprì fu quasi surreale, anche a causa del posto in cui era situata: una stanza dai tratti tipicamente arabi, con pareti blu, scritte e simboli bianchi, oro e argento.   

Dopo mesi di studi tre esperti di lingue orientali, l’archeologa e iranista Chiara Riminucci-Heine e l’iranista Sebastian Heine, scoprirono che i decori sulle pareti rappresentavo i caratteri arabi, non esattamente corretti perché scritti da una maestranza locale, e numerosi simboli della teologia islamica, che facevano richiamo a Maometto e al Corano. La frase che si ripete in tutta la stanza è "Quello che Dio vuole accade, quello che Dio non vuole non accade". Altra particolarità riguarda il tipo di decorazione, ovvero la scelta inconsueta della pittura ad olio su muro, fatta con lo scopo di rendere l'opera durevole nel tempo.

La Camera delle Meraviglie, nonostante queste recenti scoperte, resta comunque avvolta da un alone di mistero perché nessuno è mai riuscito realmente a capire quale fosse la sue funzione. Secondo il critico d’arte Vittorio Sgarbi, che dopo la visita la definì “un libro aperto”, veniva utilizzata come stanza per la meditazione. Il blu cupo delle pareti ti avvolge, donando una sensazione di pace, di serenità e di benessere, estraniandoti quasi dal mondo esterno.

Il regista Salvatore Militello rimase estasiato e colpito dalla Stanza dei decori arabi e dalle sensazioni che suscita al punto che decise, con i proprietari della casa, di realizzare un cortometraggio, servendosi dell’aiuto di Alberto Samonà, voce narrante del video.

Grazie a un amico giornalista, il regista esporterà a breve il suo lavoro a New York, al fine di fare conoscere quest’opera meravigliosa anche all’estero e di poter regalare e far provare virtualmente a tutti i siciliani che vivono lì la stessa sensazione di relax e serenità. Inoltre, grazie al restauratore Franco Fazio, il corto sarà proiettato a novembre a Dubai, in occasione della settimana dalla cultura italiana.