• 1.jpg
  • 2.jpg

"STRADA DEGLI SCRITTORI"

Condividi

La Strada degli scrittori è un itinerario che invita a ripercorre i luoghi vissuti e amati dagli scrittori e quelli descritti nei romanzi, a contatto con i volti e le variegate personalità ampiamente dettagliate in pagine e passi di letteratura e di teatro, che hanno appassionato e formato intere generazioni.

 

Il progetto prende forma da una proposta del giornalista del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, che insieme a Gaetano Basile, venerdì 24 ottobre è salito sul palco del Cluster BioMediterraneo per presentarlo ai visitatori di Expo.

Lo scopo del progetto, sottoscritto con protocollo d’intesa l’11 novembre 2013 a Racalmuto alla presenza del Ministro per i Beni culturali Massimo Bray, dal Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, On. Giovanni Ardizzone, dagli assessori regionali del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, dall'assessore delle Politiche agricole e alimentari, Dario Cartabellotta e dell'assessore del Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, è quello di impegnarsi a utilizzare e sensibilizzare la propria rete di intervento per la costituzione del percorso che coinvolgerà i siti archeologici, le cantine sociali e l’enogastronomia, le scuole, gli albergatori, i ristoratori e i teatri.

La strada è la SS 640, che unisce cultura e turismo nei luoghi siciliani che hanno visto nascere e produrre scrittori di prima grandezza come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, e molti altri, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta, attraversando la Valle dei Templi.

In pochi chilometri è possibile vivere l’emozione di rivedere luoghi vissuti dagli scrittori o descritti nelle loro opere: la casa natale di Pirandello, la sua Girgenti, la Beata Corbera citata da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel “Gattopardo”, la marina di Vigata descritta da Andrea Camilleri, il teatro Regina Margherita, dove si possono rivivere le pagine di “Morte dell’Inquisitore”, la Noce, oasi che Sciascia considerò sempre il luogo ideale in cui ritirarsi a scrivere e molti altri.