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Rassegna stampa AGOSTO

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1 Agosto

Le Madonie si presentano all'Expo con i fiori. L'opera di un gruppo di infioratori di Castelbuono nel cluster BioMediterraneo.

Un gruppo di infioratori provenienti da Castelbuono, in provincia di Palermo, ha realizzato nel cluster BioMediterraneo di Expo Milano 2015 un’infiorata, con l’intenzione di promuovere il proprio territorio attraverso l’arte e la tradizione, utilizzando per la composizione materiali naturali tipici del luogo. "L’idea è quella di rappresentare la nostra terra, la Sicilia e le Madonie, quindi la madre terra con i suoi prodotti naturali", ha spiegato Giovanni Lagrua, presidente dell’associazione Promomadonie. "E anche portare la testimonianza artistica della nostra terra con la Madonna del Gaggini e le opere dei fratelli Serpotta".

Il soggetto floreale di quattro metri per cinque, rappresenta una Madonna con Bambino insieme al paesaggio delle Madonie e una donna che porta tra i capelli i prodotti della terra: olive, miele, formaggi, uva, agrumi, frutti, piante e fiori.
"La tradizione dell’infiorata a Castelbuono nasce otto anni fa con la collaborazione dei maestri infioratori di Noto - ha continuato Lagrua -. L’infiorata è un momento di aggregazione e di sviluppo turistico e culturale sul territorio delle Madonie."

Una volta all'anno a Castelbuono per un fine settimana l’infiorata ricopre la via principale per una lunghezza di 75 metri. Il materiale utilizzato sono principalmente i fiori ma anche il terriccio delle Madonie, la polvere di carrubo e di caffè, il grano, la crusca e moltissimi fiori che cambiano in base alla tipologia dei colori da realizzare.

http://www.guidasicilia.it/le-madonie-si-presentano-allexpo-con-fiori/news/179160

2 Agosto

BALLO PANTOMIMA

http://vivimilano.corriere.it/eventi-dentro-expo/ballo-pantomima-della-cordella/

Dodici coppie di ballerini che, a ritmo di tarantella, intrecciano nastri colorati intorno a una pertica: il Ballo Pantomima della Cordella è, nella tradizione siciliana, un inno di ringraziamento al buon raccolto, alla Natura e alla Provvidenza.

6 Agosto

EGITTO – CANALE DI SUEZ

Da sempre l’Egitto ha rappresentato un ponte ideale tra continenti e culture diversi, un Paese transcontinentale che, partendo dall’estremità Nord-orientale dell’Africa, si immerge nel Mediterraneo per fungere da porta privilegiata verso le regioni del Sud Europa. 

Importanti risorse arrivano dai ricavi generati dal transito delle navi nel canale di Suez e dall’industria energetica

Un milione di chilometri quadrati tra Libia, Sudan e Israele, abitati da quasi 90 milioni di persone, un dato che rende l’Egitto il 15° Paese al mondo per popolazione. Un territorio per gran parte desertico, a parte la vasta e fertilissima area del delta del Nilo, una filosofia, una colonna vertebrale della storia dell’umanità, oltre che un fiume mitico che sgorga dalle regione dei ‘Grandi laghi’ africani.

La partecipazione dell’Egitto a Expo 2015 si colloca a pieno diritto nel Cluster ‘Bio-Mediterraneo’, un mare su cui l’Egitto si affaccia da assoluto protagonista, sia per il suo passato sia per le potenzialità che può esprimere nel futuro. In poco meno di 400 metri quadrati, la presenza egiziana all’Esposizione di Milano punta a condividere le proprie conoscenze su cibo e fonti di energia rinnovabile, ma soprattutto permette di compiere un percorso nella storia. Il tema dell’Egitto è ‘Iside, il seme fluttuante: il viaggio incompiuto’. E’ infatti Iside, simbolo universale di fertilità, la guida in questo viaggio in una terra dalla storia millenaria, narrata in riferimento alla sua dimensione mondiale o regionale, nei suoi legami con gli accadimenti dell’umanità e del cibo. All’interno del padiglione un ristorante con chef egiziani testimonia la grande tradizione e ricchezza culinaria locale. La cucina egiziana funge da cerniera tra quella del Maghreb e quella del Medio Oriente e della Penisola arabica; una cucina dunque varia, dai sapori intensi, oltre che salutare – è, infatti, poverissima di grassi - e dai mille colori, grazie a un uso sapiente delle spezie.

Molto varia è anche l’economia egiziana, una delle più diversificate dell’area: oltre all’agricoltura, l’Egitto vanta un’industria manifatturiera di rilievo e un settore turistico molto sviluppato, in virtù della bellezze delle coste del Mar Rosso, del Sinai e del suo patrimonio storico-culturale, tra i più ricchi al mondo, che vede nelle Piramidi una delle indiscusse meraviglie dell’umanità. Importanti risorse arrivano dai ricavi generati dal transito delle navi nel canale di Suez e dall’industria energetica, molto sviluppata grazie alla presenza di ingenti riserve di gas e petrolio. https://www.eni.com/it_EX/eni4expo/pages/ita/egitto-scheda-paese.html

PRESENTAZIONE SETTIMANA 17 – 23 GAL ROCCA DI CERERE

Expo 2015, al Cluster Biomediterraneo si racconta la Sicilia anche attraverso la musica. Sarà una settimana di spettacolo, cultura, storia, natura, cucina e agricoltura, al Cluster Biomediterraneo di Expo Milano 2015, per scoprire il fascino della Sicilia più interna. Un viaggio di 7 giorni, quello che offrirà il Cerereexposed – il grande contenitore pensato per raccontare l’enorme patrimonio dei territori interni della Sicilia e dell’Ennese in particolare –  tra performance, dibattiti, film, concerti, assaggi e amabili chiacchierate in compagnia di chef, artigiani del gusto, coltivatori, ma anche di studiosi, archeologi, scrittori, giornalisti e volti famosi della televisione, storici, antropologi, attori e musicisti.

Il programma presentato dal “Gruppo di Azione Locale Rocca di Cerere”, in perfetta sintonia con le scelte strategiche che caratterizzano la partecipazione della Regione Siciliana all’ Expo, vuole valorizzare gli aspetti identitari e sociali connessi al cibo e ai prodotti agroalimentari, legandoli alla vicenda storica, alle evidenze artistiche e archeologiche, naturalistiche e geologiche, ma anche al racconto del Mito.

La mitologia è, infatti, la risposta alla sete di infinito che anima lo spirito dei grandi uomini del passato e – non in piccola parte – del presente. E’, però, anche uno strumento per avvicinare il vasto pubblico tanto al mondo antico e all’archeologia quanto al territorio, alla sua storia/attualità e alla sua offerta ricettiva

Nel caso delle leggende legate alla storia della Sicilia, il mito di Cerere e di sua figlia Proserpina – il cui sacrificio sarebbe avvenuto sulle sponde del lago di Pergusa – ha determinato il sorgere della primavera e l’abbondanza dei frutti che hanno reso famosa la terra di Sicilia. Il culto di Cerere si lega, quindi, alle molteplici valenze che ha assunto l’agricoltura agli occhi degli uomini.

E per ricostruire una tipica una cena-simposio greca in Sicilia, secondo la descrizione tramandataci da Senofonte, alle 12 di oggi si potrà partecipare a un cooking show molto particolare, con quindici figuranti in costume del V secolo a.C., tra i quali musicisti con strumenti arcaici fedelmente ricostruiti.

Marco “Apicio” Berardinelli, cuoco esperto di cucina antica, indosserà il suo costume d’epoca e preparerà, assieme alle sue ancelle, un deipnon (il pasto vero e proprio) che verrà servito ai convitati in un triclinio greco-romano e condiviso con gli spettatori. Saranno anche distribuiti vini “alla moda greca” e il pubblico potrà cimentarsi nell’antico gioco del kottabos con le stesse coppe (kylix) usate dai contemporanei di Senofonte. Appositi spazi narrativi e dimostrativi illustreranno – e proporranno all’assaggio –  i legumi e le pesche tardive di Leonforte, le arancine, le confetture di frutta, la “frascatula”, il riso, la pasta e tanto altro.

Sempre oggi, ma alle 16, talk food di Sergio Grasso, accompagnato dalla cantautrice Erica Boschiero, su “Erei ed eroi“: perché le antiche leggende hanno aiutato i Siciliani a recuperare le proprie radici, a circoscrivere lo spazio in cui l’uomo ha acquisito la sua esperienza, a dare il giusto valore agli elementi della natura. A seguire, l’incontro sulla tradizione casearia ennese, condotto dalla giornalista di Raiuno, Ilenia Petracalvina, con degustazione commentata e guidata.

Da non dimenticare che nel territorio del Gal “Rocca di Cerere”, il cui nome rispecchia la stretta relazione stabilita nel tempo tra la Madre Terra e l’uomo, insistono due tra le maggiori aree archeologiche classiche dell’intero Mediterraneo, la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina e la Polis Greca di Morgantina, ma anche antichi centri arroccati e colline che digradano verso le estese pianure orientali e che oggi definiscono il patrimonio storico-culturale del Distretto Rocca di Cerere Geopark, componente di European e Global Geopark, riconosciuti dall’UNESCO. A questi temi, giovedì 20, sarà dedicato un seminario internazionale con la partecipazione del prof. Nikolaos Zouros, presidente della Rete mondiale dei Geoparks.

Nel contenitore quotidiano di domani, mercoledì 19, invece, si parlerà della scoperta della Sicilia centrale attraverso la cosiddetta letteratura di viaggio, uno dei pochi strumenti che consente la ricostruzione storico-geografica di un territorio. Alle 16,30 Michele Cucuzza, giornalista e conduttore Rai, e Gioacchino Barbera, direttore del Museo di Palazzo Abatellis, dialogheranno delle memorie di viaggiatori di ieri e di oggi all’interno del talk food di Sergio Grasso, accompagnati ancora una volta da Erica Boschiero.

Il Grand Tour aveva come meta principale l’Italia. I viaggiatori più curiosi e intraprendenti raggiungevano la Sicilia in nave da Napoli, per evitare la Calabria, terra misteriosa e piena di pericoli Prima dell’800 solo pochi visitatori d’eccezione o spedizioni scientifiche, si spingono all’interno alla ricerca dei luoghi di Demetra. Alla tradizione del viaggio di conoscenza che culmina con il viaggio di Goethe, si associa spesso l’interesse per il patrimonio archeologico mobile che viene spesso acquistato dai viaggiatori e, nell’ottocento, anche un interesse economico per le tradizionali produzioni quali quella del vino forte, utilizzato per il taglio dei vini nordici. Ma la tradizione del viaggio in Sicilia prosegue ancora sino a tempi recentissimi con la presenza di scrittori, registi, attori e artisti.

Alle 21, un grande evento musicale. Laura Mollica, una delle più belle voci femminili della musica italiana, in concerto con “La vuci mia“, suite per voce e strumenti su frammenti della tradizione popolare siciliana, un progetto creato e interpretato con Giuseppe Greco che, alla chitarra e al tamburo a cornice divide la scena con Laura. Canti del mare, di carcere, d’amore, religiosi, di sdegno: melodie che esprimono la più autentica concezione del mondo e della vita della gente di Sicilia tra Ottocento e Novecento. Un’antologia minima, in cui la linea del canto sviluppa una tessitura più evoluta e contemporanea che, pur non perdendo il forte legame con la mediterraneità e le più antiche consonanze, si pone in una sfera atemporale.

Laura Mollica è inserita nel “Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia” UNESCO ed è considerata dalla critica nazionale ed internazionale l’erede spirituale della grande Rosa Balistreri. Il suo canto, oltre a essere un atto d’amore per la tradizione, è un momento altissimo di ricerca tecnica ed espressiva, che non rifugge mai dai più ardui e scoscesi melismi, come fioritura ornamentale della melodia, ma sa anche rarefarsi per diventare puro suono.

La giornata prevede anche uno speakeasy, condotto dalla giornalista di Raiuno Ilenia Petracalvina, su “Cibo e vita quotidiana alla Villa del Casale nel IV sec. A.C.”, iniziando sempre con il cooking show a ora di pranzo, questa volta dedicato a due particolarissime ricette della cucina ennese, la “frascatula” e il “macco di fave”.

Veramente ricco e fonte di ispirazione, dunque, il programma di questa settimana, il cui palinsesto è stato curato dal Centro di ricerca per la narrativa e il cinema, con l’ideazione di Sergio Grasso e Francesco Santalucia. L’associazione culturale “L’Arpa” ha collaborato alla realizzazione degli spettacoli “Il Signore della neve” e “Divento terra“, che saranno presentati nelle serate di venerdì e sabato prossimi.

SIKILIA

Sikilia, la compagnia messinese a Expo fa rivivere i balli del Medioevo

Al Cluster del Biomediterraneo gli attori hanno rappresentato parte dello spettacolo «Amuri anticu amuri prisenti», con costumi che riproducevano i vestiti da festa dei borghesi

MILANO. Balli, canzoni e costumi medioevali, dame di corte che si muovono a passo di violoncello, mandolino e fisarmonica. A Expo un gruppo di artisti uniti
nell'associazione culturale Sikilia - Teatro, Musica, Danza, nata nel 1997 a Santa Teresa di Riva in provincia di Messina, ha presentato spaccati di alcuni spettacoli tradizionali siciliani.

In particolare, al Cluster del Biomediterraneo gli attori hanno rappresentato parte dello spettacolo «Amuri anticu amuri prisenti», con costumi che riproducevano i vestiti da festa dei borghesi della fine dell'Ottocento, differenti per modello e per tessuti per ogni provincia dell'Isola.

Nello spettacolo «La vita, usi e costumi del mondo rurale e dei campi», gli artisti hanno intrattenuto il pubblico con duetti d'amore, scioglilingua, proverbi, canti di carrettiere, canti religiosi e danze popolari come: la quatrigghia, 'u sicchiu, danza di pastori e la cordella
Con la performance «Eroi di Sicilia», balli e canti medievali hanno rievocato i vecchi corteggiamenti dei cavalieri verso le loro dame, con le varie conquiste amorose.

«C'è un grande lavoro di ricerca del recupero e delle tradizioni popolari dietro le nostre performance» ha spiegato il presidente della compagnia Sikilia, Cettina Sciacca. «Per noi - ha
proseguito - è un orgoglio rappresentare la nostra opera teatrale e musicale nel mondo. E questo, l'Expo, è il mondo e per noi farne parte è ancora più bello».

Accanto alla Lake Arena, si estende l'area dedicata al Cluster Bio-Mediterraneo, relativa a civiltà fiorite attorno al Mediterraneo, ambiente unico al mondo e culla dell'antichità classica, su cui si specchiano tre continenti: Asia, Africa ed Europa. Fanno parte del Cluster i Paesi che si affacciano sul mare, di cui un terzo degli abitanti vive lungo le coste, coordinati dalla regione siciliana: Albania, Algeria, Egitto, Grecia, Libano, Malta, Montenegro, San Marino, Serbia, Tunisia, oltre al World Expo Museum, padiglione indipendente situato nel Cluster.

Un Cluster che celebra sapori, colori e profumi della dieta mediterranea, partendo dai tre elementi fondamentali: grano, olivo e uva. Lo spazio si sviluppa secondo il modello della città mediterranea, con al centro una grande piazza comune semicoperta, teatro di fusione di culture (anche culinarie), di popoli e di religioni. Qui sono disseminate le piante in vaso, molti gli agrumi, dove la varietà cromatica del pavimento, in diverse tonalità di azzurro, richiama le sfumature del mare.

All'interno del World Expo Museum, costruito in collaborazione con l'Ufficio internazionale delle Esposizioni, vengono illustrati i 165 anni della storia della manifestazione, con una panoramica dell'Expo Universale dal 1851 fino a oggi, suddivisa in aree tematiche: 'la Memoria delle Esposizioni Universali', 'il Cammino verso il progresso', 'il Mondo si riunisce' (con il primo Expo, a Londra), 'il Museo dell'Esposizione Universale', 'il 'Museo dell'Arte dell'Expo', 'Architettura, Arte e innovazione', 'il Cibo nelle Esposizioni Universali influisce sul mondo', 'il Futuro delle Esposizioni Universali'. La mostra, che si concentra sul ruolo delle Esposizioni

Universali nella società, comprende installazioni d'arte, sculture e modelli in scala, come la Torre Eiffel francese e l'Atomium di Bruxelles, quadri dinamici, preziosi manoscritti e documenti. Si può inoltre vedere 'la Luce all'Expo' attraverso speciali occhiali in 3D, oltre a videoclip sulla storia dell'Expo e presentazioni multimediali. Sul ventaglio, che viene dato in omaggio all'uscita, è riportata la mappa del museo.

Passando poi nei vari padiglioni del Cluster, si entra nel vivo delle vari Paesi, che evocano un'atmosfera fatta di colori, sapori e odori miscelati in un'esperienza culturale esclusiva.

Il 'padiglione dell'Albania' mostra la sua partecipazione con il tema:' Il nostro cibo, la nostra storia, il nostro mistero', dove l'alimento base è il pane e il suo consumo diventa il momento conviviale di ritrovo delle famiglie, legate alle tradizioni e agli usi di cucinare insieme e poi sedersi attorno alla tavola. Nel padiglione è esposta la scultura moderna in legno, simbolo del mulino, dell'artista poliedrico Edi Hila. Oltre ai monitor che illustrano i paesaggi albanesi, si possono ammirare ceramiche, mosaici e lavorazioni in legno.

Entrando nel 'padiglione dell'Algeria', partecipante ad Expo con il tema:

'Valorizzazione del patrimonio agricolo e sviluppo tecnologico, verso l'autosufficienza alimentare', attirano l'attenzione le pareti interamente decorate con la ripetizione modulare della stella a otto punte tipica delle moschee e il pavimento ricoperto da tappeti con sparsi alcuni pouff in tessuto etnico, al di sopra del quale, su di uno schermo ad anello sospeso al soffitto, scorrono le immagini del paesaggio algerino, insieme a frasi del Corano. Oltre al ristorante, molto elegante, ricreato appartato, dove si può scoprire la ricchezza e la pluralità della dieta alimentare algerina, basata su frutta, verdura e pesce, l'interessante angolo shop comprende vasellame, ciotole in ceramica con disegni tipici e strumenti musicali.

L'”Egitto”, con la sua partecipazione al tema “La storia infinita”, vuole sottolineare, con il suo spazio espositivo, il suo ruolo di protagonista del Mediterraneo che questa nazione ha avuto nella storia.

All'esterno, oltre un'aiuola di piante aromatiche, si giunge davanti all'ingresso, disseminato di riproduzioni di statue e busti egizi di faraoni e regine, oltre alle statuette di gatti. Dentro, il padiglione è composto di tre sale, ad imitazione degli antichi templi egizi. Grandioso il dipinto che occupa tutta una parete che mostra le varie fasi della cultura egizia: faraonica, coptica, islamica e moderna dove, osservato

attraverso un tablet, si può ascoltare il racconto poetico in rima, narrato da una figura in costume tipico, delle quattro fasi, partendo dal frumento e dall'orzo coltivati lungo il Nilo accanto ai fiori di loto, poi al pane spezzato, simbolo coptico, ai dolci di cocco e al miele della tradizione islamica, per poi giungere all'epoca moderna. Inoltre con dei visori 3 D, è possibile navigare tra le sale, superando le pareti, per ammirare la maestosità del periodo dei Faraoni. Entrando in una sala con le pareti blu costellate di geroglifici, e la riproduzione scultorea del trono di Tutankhamon, su di un monitor riflettente si entra visivamente in scenari diversi, come il momento dell'aratura con i buoi o la navigazione sul Nilo, mentre su di uno schermo è possibile 'abbigliare' la foto della propria figura, con abiti tradizionali della cultura egizia. All'uscita, si può curiosare tra gli oggetti dell'artigianato locale, in particolare i bellissimi dipinti su papiro, oltre a poter avere il proprio nome scritto in geroglifico.

Il 'padiglione della Grecia', partecipante ad Expo con il tema: 'Cibo greco: condividere i sapori della salute', mostra dei teli blu sospesi al soffitto, con riferimento alle onde del mare, mentre la parete accanto all'ingresso è disseminata di vasetti con erbe aromatiche, tra cui salvia, origano, menta piperita, lavanda e molte altre. Attraverso due monitor, inseriti in due massi nel colore della sabbia, si può 'Creare il proprio pasto greco', scegliendo un cibo, ad esempio un'insalata, i cui ingredienti vanno a comporre un piatto tipico greco. Due installazioni sono composte da due pannelli, uno è costituito da cocci di vetro come simbolo dell'acqua, l'altro da rocce che simulano la 'terra'.

E' affascinante il 'padiglione del Libano', con quella navata ad arco acuto nei colori della bandiera, bianco e rosso. Il Paese, con il tema della sua partecipazione: 'Cucina, l'arte & anima del Libano', considera l'alimentazione tra gli aspetti fondamentali della propria cultura. Il padiglione è stato realizzato con legno riciclato, per rispettare i principi di sostenibilità ambientale. Anche il lampadario è stato creato riciclando il vetro verde delle bottiglie, mentre la carta da parati che riveste le pareti è un omaggio alla tintura che i fenici producevano con le conchiglie di murice. Una curiosità dello shop sono i vasetti con le piantine del cedro del Libano.

Con uno stile elegante il 'padiglione di Malta' riproduce un grande alveare, che occupa tutto lo spazio, con un'ape gigante e cellette di colore bianco, all'interno di alcune delle quali sono incastonati dei monitor che riportano bellissime immagini di primi piani di api sui fiori, di arnie, di miele ambrato. Una scelta che fa riferimento al tema:' Provenienti dal passato, custodire per il futuro, da provare a Expo Milano 2015', in quanto per gli antichi Greci Malta era Melite, dal greco 'meli', che significa 'miele', ingrediente usato in molti piatti dell'isola fin dai tempi antichi, in quanto le moltissime api, di una specie endemica, raccogliendo pollini da fiori diversi, producono miele di differente sapore. Di forma esagonale anche i tavolini e le bacheche, mentre i monitor consentono di esplorare le bellezze dell'isola.

Entrando nel 'padiglione di Montenegro', lo sguardo sale all'installazione

al soffitto, dove luci tenue colorate illuminano dei fili di lana di pecora che pendono dall'alto, disposti in modo crescente, a simboleggiare la sagoma di una montagna capovolta, il monte 'Durmitor', alto 2535 metri, che si specchia nel 'Lago Nero', rappresentato da un grandissimo specchio circolare a pavimento. A contornare il 'lago' un lungo sedile semicircolare e un bancone, pure semicircolare, dove alcuni schermi illustrano le caratteristiche geografiche della regione di Montenegro, della sua storia, a partire da quando faceva parte della ex-Jugoslavia fino alla sua indipendenza, oltre ai suoi aspetti naturalistici, dove le coste e le isole sono la parte più interessante, e le città più antiche di valore storico-artistico. Presso il padiglione, si scoprono i piatti tipici, con ingredienti come agnello, vitello e pesce, riferiti al tema: 'Salute a ogni boccone', oltre alle tradizioni del Paese, come quello del piacere di sedersi a tavola insieme, e alla cordiale ospitalità dei suoi abitanti. Inoltre si possono ammirare le opere esposte di alcuni noti artisti montenegrini, tra cui i pittori Pero Pocek, Milo Milunovic, Jovan Zonjic, Nikola Gvozdenovic e Milos Vuskovic.

Del 'padiglione di San Marino' colpisce già il tema: 'Abbastanza piccolo da essere grande', riferito a territorio che, nonostante i suoi soli 61 chilometri quadrati di estensione, produce alimenti di qualità tra cui: grano, vino, miele, olio, carne, latte e derivati. L'elemento più scenografico sono quelle nuvole, formate da 3000 forchette azzurre e alluminio che pendono dal soffitto. Un video centrale mostra le bellezze della più piccola e antica Repubblica del mondo, arroccata tra storia e leggenda sul monte Titano, nel cuore dell'Italia. Una tavola multimediale con otto schermi consente di approfondire la produzione agroalimentare, mentre si può curiosare tra i prodotti alimentari, i vini e gli oggetti, esposti nelle undici teche, dell'artigianato tipico, come la ceramica, storicamente utilizzata come contenitore di cibo e bevande.

Nel 'padiglione della Serbia', presente con il tema: ' Assapora il cibo, senti la vita', cattura lo sguardo quella macina di mulino enorme al soffitto, tipica di un Paese che ha utilizzato da sempre il mulino ad acqua, quando nell'ottocento gran parte delle famiglie possedevano un mulino, essendo il territorio ricco di fiumi. Collegata ad un tubo che attraversa tutto il padiglione, in fondo scende il grano macinato che confluisce in un setaccio che raccoglie la farina. L'allestimento è molto semplice e naturalistico, con i sedili formati da balle di fieno, con il simbolismo legato al cibo per eccellenza: il pane. Vi è inoltre una tavola che fa riferimento ad un rito della tradizione, legato alla devozione in un santo protettore, mentre su di un pannello, accanto a dei modellini di templi, sono esposti i nomi dei 18 imperatori romani nati in Serbia, tra cui Costantino, fondatore di Costantinopoli. Un monitor illustra inoltre il territorio, in prevalenza fluviale, dove la temperatura è perfetta tutto l'anno.

Molto esotico il 'padiglione della Tunisia', dove si entra in una sala circolare, con il pavimento adorno di tappeti e bassi sedili e dove dei deliziosi portacandele, decorati e traforati con disegni floreali, lasciano passare una luce tenue che rende completa la magia dell'atmosfera araba, mentre sul soffitto un pannello circolare riporta un intreccio di foglie di palma. Con una musica tipica in sottofondo, un grande schermo ondulato, che ricorda le dune del deserto, mostra proiettato un deserto con cammelli e persone che camminano nella sabbia dorata, lasciando delle orme, fin quando un uomo, scavando in profondità, trova un diamante che, piantato, farà nascere una palma, poi tante piante di melograno, fichi e mandorli, un'intera oasi fiorita che si trasforma in un mosaico. Con il tema di partecipazione: 'Tunisia, naturalmente generosa', il padiglione rende omaggio all'oasi di Gabes, una delle ultime al mondo, dove la forza vitale dell'oasi è il concetto chiave del progetto. Alla fine di questo viaggio multimediale, si può curiosare tra i prodotti dell'artigianato locale, soprattutto tra le ceramiche con le decorazioni esotiche, oltre a borse in paglia, abiti tradizionali e gadget a forma di cammello. Presso il bar coucous si possono gustare piatti tipici, che possono essere serviti sui tavolini all'aperto, di sera illuminati da candele, ammirando seduti gli show spettacolari dell'Albero della Vita.